Credito d’imposta su Attività di Ricerca e Sviluppo
Quando un laboratorio medico, di prova o di taratura intende approcciare a nuove metodologie di testing, adottando ad esempio una propria intuizione per il miglioramento sensibile dei processi operativi, anche mediante l’utilizzo di nuova attrezzatura specifica, possono essere valutate le considerevoli agevolazioni fiscali messe a disposizione dalla normativa di riferimento, ovvero, accedere al Credito d’Imposta per le attività di Ricerca e Sviluppo. Pur dovendo necessariamente verificare caso per caso la sussistenza di tutti i requisiti necessari per potervi aderire, qui di seguito sintetizziamo la ratio della norma.
Tenore dell’agevolazione
È riconosciuto un credito d’imposta pari al 12% delle spese agevolabili sostenute per l’attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico.
Nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, le percentuali salgono al 25%, 35% e 45% a seconda che il richiedente sia grande, media o piccola impresa.
Su alcune spese del personale e sulle spese in forza di contratti di ricerca con università, istituti di ricerca e start-up, il credito d’imposta è incrementato del 50%.
Per l’inquadramento delle attività svolte nell’ambito della R&S, la normativa fa riferimento al Manuale di Frascati, che identifica nella: novità, creatività, incertezza, sistematicità, trasferibilità e/o riproducibilità, le caratteristiche fondamentali.
Sono, altresì, agevolabili le attività per l’innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi nuovi, o sostanzialmente migliorati. Sulle spese ammissibili è riconosciuto un credito d’imposta pari al 6%, portato al 10% se l’innovazione è finalizzata al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.
Spese ammissibili
Tra i costi agevolabili, su cui calcolare la percentuale di credito d’imposta, rientrano:
- le spese del personale (subordinati, autonomi ed altre figure, compresi gli amministratori) direttamente impiegati in tali attività ed in relazione al tempo effettivamente dedicato;
- le spese per commesse di ricerca attribuite ad università, enti di ricerca e/od altre imprese;
- la quota parte del costo dell’ammortamento di privative industriali se esclusivamente utilizzate in attività di ricerca e sviluppo;
- la quota parte del costo dell’ammortamento di strumenti, attrezzature e software per il periodo di utilizzo nei progetti;
- il costo per eventuali materiali utilizzati nelle prove o nella realizzazione di prototipi.
Il nostro team saprà aiutarti ad inquadrare correttamente l’attività di laboratorio eventualmente agevolabile per poter godere dei grandi vantaggi da essa derivanti.